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il triennio al lavoro
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l campo sarebbe stato a Langhirano, quest’ anno, vicino a Parma. Abbastanza lontano, mi dico; La lontananza da casa va ad alimentare quel senso di nostalgia che si ha prima di partire, quella pulce che ti si insinua nell’ orecchio e ti fa pensare “Ma starò facendo la cosa giusta, andando al campo? 5 giorni via da casa, senza comodità, senza pc e senza tv. 5 giorni pieni di restrizioni, regole, limiti di tempo e notti insonni.
Ogni campo è così, troppo poco tempo per chiacchierare con gli amici, troppo invece per i momenti inutili, come –ahimè lo pensavo- l’attività. Forse è proprio meglio stare a casa”. Tanto che, la sera prima della partenza, pensai addirittura di fingere di stare male, per non partire l’ indomani. Ma io non ho il coraggio per fare certe cose, e in un batter d’ occhio eravamo a Langhirano in cinquanta; E il divertimento non tardò ad arrivare. La giornata scorreva molto liscia, troppo, oserei dire, e infatti non tardò ad arrivare il momento fatidico: l’ attività. Se devo essere sincera, in questi tre anni di formazione non avevo dato la benché minima importanza all’ attività, pensando che fossero tutte baggianate di formazione per dare un po’ di serietà al tutto.

le scenette di introduzione...
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...all'inizio di ogni attività
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l'attività del biennio
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Il titolo era “Tra passione e missione”, e si riferiva a ciò che faceva da cornice al quadro, ovvero la missione affidata da Gesù ai dodici al momento dell’ ascensione; A fare da sfondo, invece, la storia del grest, di quei ragazzi che cercavano la strada giusta per loro. Le due sopracitate cose hanno un punto in comune: il seguire un percorso che qualcun altro ha disegnato per noi. Cos’è la Vocazione? Lo sanno tutti che letteralmente significa chiamata, ma sotto sotto non c’è di più?
C’è eccome: la vocazione è seguire il percorso che Dio ha scelto per noi, l’ arrivare al punto di essere ciò che lui ha deciso per noi; Se è vero che Dio è buono e giusto, allora non ha altro scopo al di fuori della nostra felicità. Desidera il meglio per noi, desidera che noi diventiamo il meglio di ciò che possiamo essere. Seguire la vocazione, rispondere alla chiamata, significa intraprendere un percorso difficile e pieno di bivi, ma non bisogna dimenticare che il fine ultimo è la gioia; Gioia che deriva dall’ essersi realizzati completamente.

in attesa dell'attività
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Tutto ciò mi è stato illuminante; Mai, prima d’ ora, avevo preso in considerazione l’ attività, mai avevo ammesso di credere in Dio. Non so come, non so perché, ma questo campo, anzi, più precisamente, i momenti di attività, mi hanno aperto la mente. E con essa, il cuore. Ora capisco, ora realizzo che Dio è sempre stato qui, accanto a me, pronto a mostrarmi la strada da seguire; Ero io che non gli davo retta.
Ringrazio dal profondo del cuore Don Devis, che con la sua grande preparazione ha saputo aprire il mio cuore, e Andrea, che per tre lunghi anni mi ha invitata a crederci davvero, senza stufarsi mai dei miei atteggiamenti menefreghisti.
Il G.A.S. porta davvero i giovani a Cristo :)

il triennio in cerchio...
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...per discutere di missione
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